Tiocfaidh ár lá

Essere cinico per il momento è l'unica cosa che mi impedisce di diventare pazzo

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Segnapunti

disprezzato ben *loading* volte online

 
mercoledì, 12 marzo, 2008

Pubblico metallico standard.

L'otto marzo, fra macchinate di troie in giro con le mimose e macchinate di coatti che urlavano alle troie con le mimose ho preferito andare al concerto degli Offlaga Disco Pax al (da me odiatissimo) Circolo degli artisti.
Bel concerto, la sensazione è che gli ODP avrebbero bisogno di uno spazio più intimo, con audience ben diversa da quella accorsa (tra l'altro la scelta del sabato sera come data del concerto non li ha certo aiutati in tal senso). Era infatti impossibile ascoltare le parole di Max Collini senza che qualcuno fra il pubblico iniziasse ad avvertire l'amico "senti mo che dice eh, senti che figo mo eh, mo facce caso che è un tajo eh" oppure "a me questo me fa troppo ride, non ce riesco, è veramente un grande". Categoria "Pubblico metallico standard": praticamente il 40% del pubblico accorso era composto da mostriciattoli sinistroidi usciti direttamente fuori dal testo di Tono metallico standard ("il mio aspetto ordinario gli trasmette ascolti deplorevoli"). Questi dovevano nell'ordine: dimostrare di conoscere i testi anticipandone ogni parola (spesso sbagliando), avvisare tutto il mondo circostante di quanto sarebbe stata figa la frase successiva (salvo poi coprirla anticipando ad alta voce la grandezza del verso ulteriormente successivo), abbozzare un tentativo di spiegazione dopo il termine di ciascuna canzone. In realtà l'unica cosa che riuscivano a fare era risultare palesemente annoiati, spero da se stessi (ma ne dubito).Categoria "è sabbeto sera, perchè n'annamo ar circolo?": un buon 30% di persone (ovviamente venute a sentire il gruppo consigliato dall'amico facente parte del suddetto 40%). Ne risulterà un mix letale per quelli interessati ad ascoltare davvero la lettura di Collini. Il 30% restante lo considero composto da persone abbastanza intelligenti da essere lì per i giusti motivi, anche se c'era qualcuno spaesato che non rientra in nessuna delle categorie che probabilmente sperava di esser venuto ad ascoltare una cosa tipo I PUNKREAS.
Non sto parlando a vanvera, almeno per una volta. Ho dovuto assistere al concerto dal bagno. Ero infatti abbastanza confuso fra il pubblico che riempiva completamente l'odiato&disprezzato Circolo degli artisti quando quella dietro ha iniziato a lamentarsi perchè non ci vedeva... "mo a questo me j'arrampico sulle spalle". Come se fosse colpa mia se io sono alto 1 e 85 e tu 1 e 50. Quando me ne sono andato ha esultato palesemente. Io, però, l'ho abbastanza insultata.
C'era poi quello accanto, fastidio vero. Ecco: lui era veramente la personificazione della categoria "Pubblico metallico standard". Aveva anche con sè l'amico appartenente alla seconda categoria, che oltretutto era dietro di lui quindi per parlargli (cioè per l'intera durata del concerto, o almeno di quel pezzo di concerto che ho visto lì) doveva piegarsi a 180° e rompermi i coglioni con gomiti, ginocchia, spalle e insomma: tutte le parti inutili del corpo umano.
Ma il vero motivo per cui me ne sono andato purtroppo non è il mio snobismo, ma l'aver inseguito una mia conoscente visibilmente infastidita (scoprirò poi) dal cinquantenne che la palpava tanto da farla "scappare" in bagno. Dove ho seguito magnificamente il resto del concerto.
Sicuramente il cinquantenne è stato il meno molesto della serata. Inter merda.

Postato da: quintessence a 15:20 | link | commenti |

sabato, 08 marzo, 2008

Ora sto qui, no? Che installo "World of warcraft" cercando finalmente una droga soddisfacente.
Ovviamente sto a piedi stasera (leggi post sotto), ovviamente non c'è nessuno che mi passa a prendere. L'unica offerta che ho ricevuto era di sola andata e poraccio, visto che abito in zona scomoda per l'offerente s'è pure impegnato ad un grande sacrificio in realtà. Ho declinato perché mi dispiace per lui, giuro.
 Per cui niente, passo la serata ad ascoltare "Calling sky" degli Year of mentre installo sto gioco. Non sarebbe forse stato meglio lavorare stasera? Perché ho declinato l'offerta di cambio turno di un "collega"? Odio il venerdi sera.
Non ho amici al momento, in compenso ho World of warcraft originale. C'è chi non ha manco quello.

Postato da: quintessence a 00:36 | link | commenti |

giovedì, 06 marzo, 2008

C'è una cosa che mi sta facendo rodere il culo da giorni: una volta avevo una macchina.
Si: avevo una macchina usata con milioni di miliardi di km ma mi portava in giro tutto contento. Eravamo proprio belli, si.
Addio autobus. Addio mezzi. Addio folla stretta e seduta. Finalmente potevo andare in giro da solo.
Niente più esseri viventi senza volto accalcati su di me, niente più esseri viventi senza essere persone che mi alitano addosso o magari attaccano persino bottone quando l'ultima cosa al mondo che vorrei fare è parlargli.
Poi la macchina s'è fermata. Ha detto "ciao". Visto che era capitato varie volte lì per lì mi sono molto incazzato e ho urlato "ti giuro su dio che è l'ultima volta". E infatti è stata l'ultima volta. Addio cinghia di distribuzione e varie cose del motore. Troppi soldi per una macchina con troppi km.
Così dopo qualche peripezia (macchina in comune con mio padre e vari problemi ovviamente consequenziali) ho ottenuto in prestito una usatissima (ma manco troppo) Fiat 500 con tanti traumi sulla carrozzeria e un adesivo mezzo strappato raffigurante (mezzo) Paperino.
Ah come ci siamo divertiti io e quella macchina. Ci sono tornato abbastanza brillo un po' di volte, non che questa sia una gran cosa, però è successa e tanti cazzi, no? Ricordo quando sono tornato alle 6 e qualcosa circa dopo 8 e qualcosa circa cocktail e varie birre. Ho guidato per 15 km, abbastanza bene presumo. Arrivato sotto casa ho avuto invece la brillante idea "se faccio pure un giro per cercare di parcheggiare sicuro faccio il botto, la lascio qua chi se ne frega, domattina la sposto.".
La mattina dopo, cioè, il pomeriggio dopo, verso le tre inizio a ricordare questo mio pensiero poco sobrio della notte precedente. Quindi esco con l'idea "dove cazzo l'ho lasciata visto che ho fatto quel ragionamento strano?". Non è stato difficile trovarla. Era proprio dietro casa mia, era proprio davanti ad un garage condominiale. Per fortuna viste le dimensioni della cinquecento era rimasto appena appena lo spazio per far uscire le macchine dal garage e mi sono ritrovato solo gli specchietti chiusi, un vecchio che mi guardava pieno di sdegno dalla finestra mentre entravo in macchina e un po' di risate.
Poi c'è stata la volta che sono uscito verso le sette di sera e ad un certo punto mi sono fermato a prelevare dal bancomat. Beh, mentre rientravo in macchina ho notato che sopra c'era una rientranza incredibile e l'impronta di alcune scarpe. Inizio a chiedermi "ma che cazzo è successo?". Poi ho vaghi ricordi di un mio amico che sale sul tettino mentre io faccio inversione. Vado a Trastevere (a proposito, ultimamente si può dire che vivo lì) a chiedere conferma. La ottengo: il mio amico l'ha già raccontato a tutti gli altri.
Aveva pensato bene di sdraiarsi sopra al parabrezza, senza tenere in considerazione l'idea che il guidatore (io) non era particolarmente lucido. Sono infatti partito come se nulla fosse, al che il buon amico s'è arrampicato sopra alla macchina per evitare di farsi investire. Non ho avuto nemmeno il buon gusto di controllare se era sceso, sono filato dritto a casa. Essì lo so, non sono belle cose ma state tranquilli: non ucciderò vostra figlia mentre gioca con la playstation 3 nel giardino davanti casa vostra (1°: non si gioca con la playstation 3 alle 4-5-6 della notte/mattina; 2°: non si gioca con la playstation 3 in giardino; 3°:ce l'avete davvero una figlia? 4°: se si, quanti anni ha?).
Nel giro di pochi giorni mi è anche capitato di scendere di casa per andare a lavorare (sempre a Trastevere: casa e bottega?) e ritrovarmi senza chiavi della macchina. "Le avrò lasciate a casa". A casa non c'erano. "Che cazzo ho combinato?". Sono andato di corsa verso la macchina. C'era. Già un problema in meno. C'era pure un cartello attaccato con lo scotch che recitava "chiavi sta in frutteria". Le chiavi erano in frutteria (gestita da personaggi poco italiani). Io le avevo lasciate attaccate allo sportello e non avevo manco bevuto sto granchè quella sera, ero solo particolarmente stanco.
Un altro mio classico problema è quello di dimenticare dove ho parcheggiato se quando torno di notte sono troppo stanco o ho bevuto troppo. Un venerdi sera dovevo cenare con mio padre: appuntamento alle 8 e 30. Alle 8 e 10 esco di casa, dopo 25 minuti sto ancora cercando di capire dove potevo aver parcheggiato la sera prima mentre mio padre mi chiamava per sapere che fine avessi fatto, presumibilmente. Dico presumibilmente perchè io ovviamente non rispondevo. "Papà, scusa, non trovo la macchina perchè stamattina alle 6 avevo bevuto troppo". No, non si fa. Alla fine l'ho trovata, dopo mille giri per il quartiere.
Insomma: continuando con quella vita era chiaro che uno fra me e la macchina non avrebbe resistito.
Quello che non immaginavo era il modo in cui saremmo finiti col separarci. Un giorno, di merda, torno dalla palestra e parcheggio sotto casa alle ore 18 e 30.
Doccia, relax, esco per andare a cena fuori. Ore 20 e 30: cammino per sti venti metri che mi separano dalla macchina e... c'è una Fiat Brava al suo posto. Uhm, la mia macchina si è allungata? Oppure car-sharing? No. Me l'hanno rubata. Una cinquecento di dieci anni fa, con un adesivo mezzo strappato di paperino sul culo. Chissà dove gira ora quel paperino.
E io sto a piedi. Un motivo in più per voi per essere tranquilli circa la sorte di vostra figlia in giardino mentre gioca con la playstation 3.

Postato da: quintessence a 13:20 | link | commenti |

mercoledì, 05 marzo, 2008

Allora: io sarei sparito volentieri. Anzi, è proprio quello che ho fatto.
Se non fosse che...
oggi ho beccato l'ennesimo tipo che mi ha aggiunto su msn in cerca di "emoticons naziste". Visto che sta cosa capita una volta al mese ho finalmente cercato su google "emoticons naziste" (e cosa altrimenti?).
E ho capito. Ho capito che sono il secondo risultato della ricerca in ordine di importanza. Tutto ciò è ovvio in un momento in cui le due cose che vanno più di moda sono msn e il nazismo (e visto che considero più importanti i miei fatti personali che tutto il resto del mondo inizia a starmi sul cazzo più il primo che il secondo).
Poi per cazzeggiare ho controllato le chiavi di ricerca degli ultimi mesi in cui non ho scritto una riga. E lì ho capito la seconda cosa: voi avete bisogno di me. C'è bisogno di qualcuno che vi ragguagli su una serie di domande insensate che ponete alla rete (in particolar modo al povero google). Avete bisogno di risposte del cazzo. Bene, sono qui per darvele. Come segno di buoni propositi (e che il buongiorno si veda dal mattino è cosa nota e stranota a tutti) oggi mi limiterò ad elencare le chiavi di ricerca più interessanti che vi hanno portato qui in questi ultimi mesi.
Iniziamo con quel malato che continua ad inserire il mio contatto msn seguito dalla parola "blog". 
Allora: se tu fai questo evidentemente sei fra i miei contatti msn. Quindi per quale cazzo di motivo non vieni a chiederlo direttamente a me ma passi attraverso google sedici o diciassette volte al mese? Oltretutto...ma che cazzo di memoria hai che devi farlo così spesso? Non credo si possa trattare di più persone, almeno spero di no...

C'è poi un nutrito gruppo di persone che continua a cercare notizie sul carcere di Sulmona. Beh, mi dispiace molto cari amici virtuali, ma io non posso darvele. Fra questi però si distingue Lui: "carcere di Sulmona (guardie di merda)". Tu sicuramente mi stai più simpatico degli altri, perchè nonostante la mia assenza polissia e carubbinieri (lo scrivo così almeno non arriverà nessuno su questo blog cercando quelle due parole chiave) continuano ad avere da me la stima che hanno sempre avuto...anzi ultimamente stanno anche peggiorando per fatti che (probabilmente non) vi spiegherò.

Poi capita spesso qualcuno che cerca informazioni sul "Quajaro", noto "ristorante" (si, va virgolettato anche questo) di Roma. "dar quajaro roma trattoria come si mangia?". Non male, purchè tu sia un appassionato di quaglia. Tutto quello che si prende lì dentro infatti, dalla pizza al pane passando per le posate e i tovaglioli, sa di quaglia.

Arriviamo ora a chi cerca "buco di fica". Qui rimango abbastanza spiazzato. Per il momento neanche io ho informazioni al riguardo, però sono sicuro che se continui a cercarlo su google non lo troverai mai...

"Mi sto masturbando". Mi fa piacere. Capita anche a me, non per questo vado a cercare su google qualcuno che parli del mio autoerotismo.

"Cazzi in tutti i buchi". No comment.

Ignoriamo "tecniche di inculata" e "gay sotto la doccia" così la finiamo con le chiavi di ricerca sul sesso per passare ad argomenti diversi. Come non sottolineare allora "HEYSEL COME IL COLOSSEO"?
Vorrei proprio capire il senso di questa ricerca. Tu hai trovato me per qualche assurdo motivo, ma io vorrei poter ricambiare e trovarti attraverso google per chiederti "Ma che cazzo significa??????"

Però forse il vincitore è lui:
"MI VERGOGNO A ESSERE CAMBIATO IL COSTUME SULLA SPIAGGIA".
Cosa dire? Nulla, nulla.

Tutto ciò per rispondere solo una cosa ai cinquanta che ogni mese cercano "emoticons naziste": NON CE L'HO.

Postato da: quintessence a 17:27 | link | commenti |

lunedì, 01 ottobre, 2007

Problemi di connessione.
Ok, sembra alquanto evidente che io ne soffra. Già, non stavo parlando del mio pc, o del motivo per cui non ho scritto per più di un anno, ma di problemi personali di connessione. Ora posso scriverlo, tanto non c'è più nessuno che legge dopo questa lunga assenza.
Fatico. Non riesco a rendermi conto che l'estate è finita. Ma non è il solito capriccio del bambino che non vuole tornare a scuola, è qualcosa di più. Non riesco proprio a capire come sia successo.
L'altro giorno mi stavo facendo la doccia e pensavo una cosa tipo "fra due settimane sto a Londra, lontano da tutti 'sti cazzo de problemi" e ora invece il calendario vorrebbe farmi credere che io da Londra sono tornato ormai da quasi due mesi. Che quindi sono tornato in quei problemi. Questo significa che non li ho nemmeno risolti. Però io mi rendo conto che è impossibile che sia Ottobre, sembra veramente passato un attimo da quei pensieri sotto la doccia. Solo i ricordi... quelli testimoniano che effettivamente in Germania e a Londra ci sono stato e sono pure tornato. Giusto loro mi spingono a prendere atto del mese in cui ci troviamo.
Non so se basteranno. E avevo anche ragione quella volta lì, sempre quella sotto la doccia: i problemi li ho lasciati molto lontani quando sono partito. Non c'erano proprio attorno a me, sembrava uno di quei film tanto allegri che non guardo mai. Poi però c'erano loro ad attendermi all'aeroporto per dirmi bentornato. Eppure qualche giorno ancora lontano dai problemi l'ho vissuto anche a Roma verso la fine di Agosto. Poi di nuovo l'angoscia.
Il brutto è che se prima di partire sapevo da cosa ero afflitto ora non riesco proprio a capirne la natura...
So solo che presto la risolverò, parola di boy scout (quale non sono mai stato, quindi conterà poco?).

Postato da: quintessence a 14:34 | link | commenti |

domenica, 04 febbraio, 2007

Senza proferire giudizi su quanto successo, vi svelo subito una cosa pensando al futuro (se mai ci sarà) degli stadi italiani.
Non ditelo a nessuno, ma il lancio di oggetti (sassi, a quanto pare) è vietato dalla legge! Ma non solo allo stadio eh, badate bene, non lo si può mettere in atto neanche sotto casa o al pub di fiducia.
Vorrei quindi sapere quali leggi devono cambiare, alla luce degli ultimi risvolti. Dobbiamo forse rendere ancora più vietate cose già proibite?
Inasprire le pene ? Giro di vite ? Ok. Fatelo pure. Poi però rifondate di conseguenza tutto il sistema giuridico italiano, perchè comunque il lancio di oggetti a mio avviso meriterebbe una pena minore rispetto alla rapina a mano armata, ad esempio. Rivedi la pena minima per il lancio di oggetti? Fallo anche per tutto il resto però. Altrimenti entriamo nel discorso (credo già trattato qui) ergastolo per tutti. Reato? Ergastolo! Di certo il tasso di criminalità diminuirà, ma ogni tanto a qualcuno piace ancora credere che la pena sia proporzionata alla colpa come cristianesimo e democrazia comandano.
Discorso simile per la chiusura degli stadi. Per quale motivo io (e con me altre centinaia di migliaia di persone) che venerdi sera stavo al massimo facendomi la doccia devo fare a meno di uno dei miei momenti e luoghi preferiti ? Volete chiudere gli stadi, ok, chiudeteli. Se poi date l'impressione di non sapere cosa cazzo inventarvi però, non vi lamentate..
"Non si può morire per una partita di calcio". Già, è vero. Io veramente lo direi in altro modo: "non si muore per una partita di calcio". A parte qualche calciatore stroncato da malore non ricordo altre vittime del calcio. Venerdi qualcuno è morto per questioni che nulla hanno a che vedere col calcio. Forse una volta potevano capitare incidenti e violenze legate al risultato finale della partita, oggi non è un caso che la maggior parte dei casini accada prima dell'inizio della partita e che sia molto più una questione ultras vs forze dell'ordine. Se fosse solo calcio, non esisterebbero gli scontri con la polizia.
Per cui togliete pure il calcio (televisione a parte ovviamente) ma chi ce l'aveva con la polizia ce l'avrà sempre; ce l'avrà anche l'anno prossimo quando riaprirà (se riaprirà) il circo. Quei bresciani che odiano i bergamaschi continueranno a farlo... che vi piaccia o no, è un fatto sociale. Malessere ? Ok, basta riconoscere che è solo il riflesso di un problema ben più grande e che nessuno muore per una partita di calcio. Questo, ovviamente, fra giri di vite, spot e commenti tecnici alla Vialli, non accadrà mai.  Non se ne ha il tempo. Neanche con due settimane di riflessione, visto che nessuno ti da l'occasione di startene a pensare.


Postato da: quintessence a 14:47 | link | commenti |

sabato, 13 gennaio, 2007

Disteso sul letto al buio parte Dayvan Cowboys dei Boards of Canada. Caro shuffle, ogni tanto ci prendi.
Forse sarà la posizione in cui mi trovo e la stanza buia, forse mi lascio influenzare dal videoclip che conosco a memoria.. comunque sono al mare. Sdraiato sull'acqua, nell'acqua, la sento bene. Percepisco il caldo e il freddo, dentro/fuori. Ricordo esattamente l'ultimo giorno al mare. Praticamente dormo. Una cosa mi balena in testa: è il 13 gennaio. Guardo in basso, intravedo i jeans. Sono slacciati, ma pur sempre jeans. Dov'è il costume ? Dov'è il resto ? Io sono a casa, almeno questo lo so. Sul tavolo c'è il prossimo esame e un manuale di fotografia, non v'è relazione fra le due cose (purtroppo) ma vanno di pari passo. Un po' di piacere, un po' di dovere.  Non sono comunque un grande fotografo (vedere per credere). Non faccio bene neanche tutto quello che mi piace.
Sabato 13 Gennaio.


Postato da: quintessence a 18:12 | link | commenti |

domenica, 26 novembre, 2006

Sai che c'è ?
La questione è che non sono più incazzato come prima.

Postato da: quintessence a 02:02 | link | commenti |

mercoledì, 26 aprile, 2006

Archeologia da (a)mare.

Capita pure che uno parte in ricognizione con tutte le buone intenzioni no? Allora si parte per l'agro romano, si dai, cerchiamo tutti insieme i bei cocci e segnaliamo bene i rinvenimenti su sta cartina. Poi però è quasi maggio... le coltivazioni sono ormai a buon punto, la visibilità sul terreno scarsa. Per non parlare dell'accessibilità: tutte strade private, spesso chiuse; e chi li sente i contadini poi. Mettiamoci poi che praticamente ero l'unico del gruppo convinto di fare davvero sta ricognizione, e se segui la laurentina e svolti qua e là prima o poi arrivi a Anzio. Lì c'è il porto, i ristoranti, il mare. Insomma sta ricognizione archeologica di ieri è finita col mare di Anzio. Non era programmato, per cui mi sono ritrovato sulla spiaggia praticamente in mutande (simil costume, ma da gay anni 50 però, e pur sempre mutande). Anita dorme, Andrea dorme...vabbè, dormo pure io. Al risveglio mi rendo conto di stare effettivamente in mutande, un po' mi vergogno, occasione buona per vestirsi e tornare a Roma. Le ricognizioni finiscono al mare, e poi sulla Pontina con chissà quanti gradi e Frank Sinatra che parla di qualcosa di "unforgettable" alla radio. Bella giornata, non c'è che dire. Sono riuscito addirittura a tornare a casa allegro.
Però oh, per domani (oggi) non ci stanno cazzi regà, andiamo al mare stavolta dai. Tanto c'è chi ha casa a Santa Marinella.
Si ma sto tempo stamattina non è poi sto granchè, ma partiamo uguale? Massì, tanto cazzo facciamo a Roma e poi ormai siamo svegli. Almeno per strada non c'è casino, però il sole quasi non si vede. Uscita per Cerveteri.. necropoli della Banditaccia? Curioso, partiamo per l'archeologia e finiamo al mare, partiamo per il mare e andiamo dall'archeologia. Stavolta mi vergogno perchè dai pantaloni, mentre mi arrampico fra un tumulo e l'altro, spunta fuori il costume colorato che è ben poco consono ad un luogo del genere. Altrettanto curioso, universo speculare?
Anita è rimasta a Roma a lavorare anche se è festa. Eugenio la sostituisce degnamente, mi fa anche ridere di più. Come quando dentro la necropoli si comporta come un ragazzino sguinzagliato. Tira i sassi alle pozze all'interno delle tombe abbandonate, per vedere quanta acqua c'è. Si addentra nei cunicoli minuscoli e oscuri, attirando l'attenzione di una turista che lo segue divertita con lo sguardo, si affaccia all'interno del mistero. Ma là dentro è buio davvero, Eugenio cade in un buco di un metro e mezzo, urla una bestemmia che di certo uccide la curiosità della donna che investita in pieno da tanta blasfemia si allontana.
Oh, è spuntato il sole, poi so le due e mezzo...pranzo a Santa Marinella va. Ci soffermiamo un po' troppo, io spingo per andare a Santa Severa che c'è anche Pyrgi da vedere. Ci mettiamo poco ad arrivare, sono distanti una manciata di kilometri. Quanto basta per far tornare le nuvole e salutare quasi definitivamente il sole. In compenso visitiamo il borgo medievale e guardiamo il castello dalla spiaggia. Tra gli scogli ci sono quei cocci che cercavamo il giorno prima. Questa volta è il momento giusto per raccoglierli, anche se il terreno di nostra competenza sarà ormai a più di 100 km a sud e non ci servono a nulla.. e poi non ho mai visto tante concrezioni calcaree sulla ceramica in vita mia.
Oltre gli scogli c'è la spiaggia deserta. Quella dell'area sacra di Pyrgi. L'accesso è vietato, e questo la rende incantevole perchè ci sono a mala pena 5-6 pescatori a farci compagnia. Attorno a me il litorale deserto, quelli dal castello ci guardano con insistenza, d'altronde siamo a meno di due metri dal cartello "Vietato l'accesso alla spiaggia". Ma sti cazzi, siamo archeologi, non tombaroli, ce lo possiamo permettere. Dietro c'è il santuario, a destra qualche blocco di opera poligonale che vive così da più di  venti secoli, oltre si vede bene il castello nel suo profilo migliore, davanti il mare deserto. Andrea dorme, Eugenio legge, io mi stacco e mi sdraio un po' più avanti a lasciare che l'acqua lambisca i miei piedi. Quasi non ci credo. Esistono davvero posti del genere? Mentre me lo chiedo mi addormento anche io. Faccio uno dei sogni più tranquilli degli ultimi mesi. Non è di certo un caso. Mi risveglio che fa un po' freschetto, ma appena riapro gli occhi mi sento rallegrato dal fatto che io sia davvero lì, col paesaggio che è cambiato ben poco in quella mezz'ora di sonno. E' strano, quasi paradossale, che io mi senta in dovere di onorarlo fumando una sigaretta, che in realtà lo inquina. Al ritorno niente scogli, si passa oltre le recinzioni che facciamo prima e poi tutti quei sassi di prima iniziano a far male sui piedi.
La via verso Roma è abbastanza tranquilla, trafficata solo all'inizio. Questa volta Andrea ha scordato lo stereo a casa, io leggo il libro che Eugenio deve studiare per "Storia romana" e tempo che arriviamo sul raccordo ho finito tutta la dinastia giulio-claudia. Da Cesare a Nerone. Scopro per la prima volta il fascino di Tiberio. Sto a casa, ora sì che vegeto ma cazzo che due giorni. Non sarò stato proprio al mare, non avrò fatto proprio archeologia, ma basta e avanza. Adesso sì che onoro questi due giorni: bevo una discreta Saison Dupont in bottiglia.

Postato da: quintessence a 01:52 | link | commenti |

mercoledì, 19 aprile, 2006

Cultura birraria - Anno zero
Tanto perchè non amo dormire, mentre fumavo una Lucky Strike all'aria aperta ho pensato di dare il via a questa piccola rubrica che magari riuscirà a farvi bere qualcosa di decente.
Molti di voi saranno soliti bere le classiche birre industriali che ben poco lasciano al gusto e al piacere in favore di falsi miti alcolicisteggianti quali Ceres e Slalom. La tipologia di birra più comune è la lager, una birra a bassa fermentazione di origini tedesche, che tocca i suoi picchi più alti certamente non grazie a prodotti come Carlsberg e Beck's. Ancora di più berranno appunto birre come Ceres e Slalom. Queste birre vengono comunemente denominate "doppio malto", ma nella realtà dei fatta questa menzione non esiste in ambito birrario quanto piuttosto in ambito burocratico. Una birra "doppio malto" non ha alcun senso (ve ne sono alcune che utilizzano più tipi di malto rimanendo lontane da questo stereotipo), è semplicemente una dicitura per cui il governo italiano impone una tassazione diversa rispetto alle birre con tenore alcolico meno elevato. Ora non so precisamente quando una birra diventi "doppio malto" per le nostre leggi, credo basti aggirarsi fra i 5 e i 6 gradi alcolici. Dunque è solo una menzione importante a livello di tasse. La ceres stessa è nominata "strong ale" nella sua etichetta. Questo prodottaccio danese ben ignora cosa significhi realmente il termine "ale" poichè come ale intendiamo una tipologia di birra inglese ad alta fermentazione (su alta e bassa fermentazione mi soffermerò prossimamente) mentre la ceres rimane comunque a bassa fermentazione. La slalom se non ricordo male è etichettata come "strong lager", questo può essere in parte eticamente corretto (in Germania casomai parliamo di bock, non esiste il termine strong) , ma rimane comunque una birra di merda che lascerei ai coatti.  La famosissima (e merdosissima) Tennent's super è sempre denominata "strong lager", evidenemente in Scozia ben conosco la differenza fra ale e lager e nonostante sfornino prodotti di merda quali appunto Tennent's e Slalom almeno hanno il buon senso di non chiamare ale le loro schifezze a bassa fermentazione.
La differenza fondamentale fra birrifici industriali ed artigianali (al di là delle note di gusto e dei numerosissimi dettagli come la quantità di ettolitri prodotti) risiede proprio nel trattamento della birra. Questa, così come nasce, è un prodotto in costante evoluzione e biologicamente viva, grazie alla presenza dei lieviti che ne consentono appunto la fermentazione e una serie di sfumature che a volte possono portare ad un cambiamento non voluto del prodotto ed anche alla differenziazione fra bottiglie proveniente dalla stessa ditta. I birrifici industriali altro non fanno che, mediante la filtrazione e la pastorizzazione di queste birre, eliminare i lieviti presenti, "uccidendo" quindi la birra e portandola ad uno standard appiattito che fa sì che le birre di questo tipo siano sempre uguali fra loro. Questo è anche uno dei motivi per cui tipicamente la birra va servita ghiacciata. Non essendoci la possibilità di denotare sfumature che l'appiattimento della birra ha eliminato, questa a temperature "alte" (dagli 8-10 gradi in poi) risulterebbe stantia e puzzolente e sostanzialmente inutile dal punto di vista olfattivo (non che non lo sia già in partenza).  Aggiungo solo che grazie ad alcune leggi presenti nel nostro paese le industrie della birra possono arrivare a sostituire a grosse percentuali di puro malto dei surrogati (molto utilizzati il riso e il mais) che vanno a rovinare ulteriormente la bevanda. Ad esempio la Moretti "normale" ha una grossa percentuale di mais al suo interno, cosa che invece la "Baffo d'oro" non ha, essendo composta esclusivamente da malto d'orzo. Non che questo la renda una grande birra. Fine dell'anno zero.

Postato da: quintessence a 02:21 | link | commenti (2) |